Breve storia di Sulaymaniyah/Slemani

Sulaymaniyah è una città dell’Iraq nord-occidentale, situata vicino al confine iraniano, in una regione montuosa attraversata dai contrafforti dei Monti Zagros. Dà il nome all’omonimo distretto situato a sud della regione autonoma del Kurdistan Iracheno. La città è caratterizzata da una forte espansione urbanistica, aspetto comune a tutta la regione, dovuto alla raggiunta prosperità e sicurezza a seguito della caduta del precedente regime iracheno.

Quest'area è nota fin dalla più remota antichità. Steli commemorative, antichi bassorilievi e rovine ne testimoniano la storia. Nel poema epico di Gilgamesh, il distretto di Sulaymaniyah corrispondeva alla terra di Zamua, occupata dai Lullutu, in cui sorgeva il monte Nisir sulle cui pendici venne a riposare la nave dell’omonimo protagonista dell'epopea a seguito del diluvio universale.

Nel 880 a.C. il re assiro Assur-nasirpal conquistò queste terre occupate dal popolo dei Lullutu e tale evento è ricordato in un'iscrizione posta su una stele rinvenuta presso Darband-i Gawr, a nord di Kara-dagh. Un’importante testimonianza della storia della regione in epoca Sasanide è il famoso monumento di Paikuli posto all'estremità sud-occidentale del territorio di Sulaymaniyah; il monumento commemorativo fu eretto alla fine del terzo secolo d.C. dal re Sasanide Narsete ed i blocchi dell’iscrizione commemorativa bilingue (medio-persiana e partica) sono attualmente conservati nel museo di Sulaymaniyah.

Il distretto di Sulaymaniyah (che dalla fine dell’epoca sasanide venne chiamata Shahrizor), cadde sotto il dominio ottomano nel 17° secolo e tra l'inizio di questo periodo e il 1850, godette di una certa autonomia, grazie alla dinastia del clan locale dei Baban. È in questo periodo che la moderna città di Sulaymaniyah viene fondata (intorno al 1784). Il suo nome è dovuto a Biiyiik Siileyman Pasha, appartenente alla famiglia del Mammelucchi Georgiani e governatore di Baghdad tra il 1780 e il 1802. Sotto gli ottomani, la città fu sempre sede di un movimento kurdo che fornì al governo centrale numerosi funzionari, soprattutto militari.

Dopo il primo conflitto mondiale e dopo il trattato di Sevres (conferenza per la definizione degli assetti geo-politici post-bellici), che in teoria prevedeva un Kurdistan del Sud autonomo, Sulaymaniyah venne assegnata al nascituro stato dell'Iraq. Da questo momento in poi la città e il distretto furono protagoniste di numerose ribellioni al nuovo governo centrale (retto dalla monarchia hashemita) di cui uno dei protagonisti fu Sheikh Mahmud Barzandji. La proclamazione della Repubblica dell’Iraq nel 1958 destò inizialmente entusiasmo nella comunità Kurda ma la storia dei decenni successivi fu caratterizzata solo da un continuo e strisciante conflitto. In pratica, fino al 1991 la città fu tenuta sotto il controllo del governo centrale grazie un forte dispiegamento di truppe, mentre il territorio circostante fu sempre dominio dalla guerriglia Kurda. Con gli eventi della prima guerra del golfo, Suleymania passò stabilmente sotto controllo Kurdo ed è oggi uno dei centri più importanti della Regione Autonoma del Kurdistan.

Sulaymaniyah, (nota anche con il nome tradizionale Kurdo di Slemani) ha mantenuto nel tessuto urbano moderno alcune testimonianze di case tradizionali costruite durante il secolo scorso (circa 100), ma il processo di modernizzazione rischia di cancellare queste preziose testimonianze.

Il museo di Slemani (www.slemanimuseum.org), al fine di preservare alcune di queste abitazioni ne ha acquistate 14, ci cui due tra le più significative, l’Hotel Farah e la Sofy Karim House sono attualmente sotto restauro. Il Museo ha acquistato la prima casa nel 1982, la Haje Rashid Osman Chauash, situata in uno dei quartieri più caratteristici, chiamato Sabunkaran (luogo dove si produce il sapone); le altre sono state acquistate dal 2005 al 2010.

A partire dal 2006 gli esperti coinvolti nelle attività relative ai progetti di cooperazione del MAE/DGCS, dell’IsIAO prima e della Sapienza Università di Roma poi, sono stati ospitati nella Rauf Saraf, in pieno bazar del quartiere Sabunkaran. Si tratta di un’abitazione a due piani, con una corte centrale con giardino e stanze di servizio ai lati della corte, molto caratteristica e immersa in un’atmosfera particolare, fatta di vicoli stretti, piccole botteghe che vendono prodotti tipici altrimenti difficili da trovare, come le noci, il miele e le scarpe intrecciate dell’Hawraman, regione montagnosa a nord-est dell’Iraq.

La città moderna

Il Dipartimento di Urbanistica e GIS cura la documentazione della planimetria della città.